Ogni fine settimana un piccolo gruppo di volontari si reca nei boschi o nei luoghi di caccia della campagna romana con lo scopo di arrecare, in modo assolutamente pacifico, maggior disturbo possibile
all'ignobile attività dei cacciatori. Soli ed emarginati, ingenui od ottusi, questi individui non si rendono conto che rimanendo a parlare con noi del più e del meno, lasciano trascorrere minuti o intere ore nelle quali nessun animale viene da loro ucciso e nessuno sparo si ode nell'aria. E' vero, noi già dopo pochi secondi abbiamo le orecchie sanguinanti e siamo disgustati dalle argomentazioni che le loro menti riescono ad "elaborare", ma teniamo duro lo stesso ed aspettiamo impazienti che la loro giornata di caccia volga al termine felici poi di "riaccompagnarli" verso le loro jeep.
lunedì 24 dicembre 2018
mercoledì 19 dicembre 2018
Sardegna: campo antibracconaggio 2018
Anche quest'anno abbiamo aderito al campo antibracconaggio organizzato dalla Lega Abolizione Caccia nella Sardegna meridionale.
La campagna si svolge in due periodi, uno – appena concluso – a dicembre e il secondo a febbraio 2019.
In questa prima fase abbiamo perlustrato aree finora non battute,
dove, sulla base di segnalazioni ricevute durante i tanti anni di
operato e sulle potenzialità faunistiche, potevano riscontrarsi
fenomeni di bracconaggio: il massiccio dei Sette Fratelli e il basso Campidano.
In poco meno di una settimana di ricerca sono stati individuati almeno due siti dove è risultata evidente la presenza pregressa di uccellagione con l’utilizzo di reti e trappole metalliche, attività illegale che, al momento e a causa del limitato passaggio di uccelli migratori, non è risultata in corso.
Durante una verifica nell’area del parco naturale regionale di Gutturu Mannu, sono state neutralizzate oltre 150 trappole per avifauna (latziteddus, lacci in nylon e crine posizionati sugli alberi, nonchè “armature metalliche” predisposte per il posizionamento dei lacci da albero e trappole a scatto posizionate a terra) e un centinaio di trappole per ungulati (sos cropos, cavi d’acciaio per la cattura di cervi e cinghiali).
Il bracconaggio è un’attività illegale e distruttiva del patrimonio ambientale (si stimano un centinaio di bracconieri “fissi” + circa duecento “occasionali”nella sola Capoterra). Il giro di affari è di sensibili dimensioni: basti pensare che una sola griva (spiedo di 8 tordi, de pillonis de tàccula) costa al mercato illegale un centinaio di euro al dettaglio.
Dai riscontri anche diretti, tuttavia, il fenomeno del bracconaggio appare in forte diminuzione, grazie anche alla complessiva azione di contrasto da parte delle Forze dell’ordine, sostenuta dalle associazioni ecologiste.
La campagna si svolge in due periodi, uno – appena concluso – a dicembre e il secondo a febbraio 2019.
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| trappola a terra per avifauna |
In poco meno di una settimana di ricerca sono stati individuati almeno due siti dove è risultata evidente la presenza pregressa di uccellagione con l’utilizzo di reti e trappole metalliche, attività illegale che, al momento e a causa del limitato passaggio di uccelli migratori, non è risultata in corso.
Durante una verifica nell’area del parco naturale regionale di Gutturu Mannu, sono state neutralizzate oltre 150 trappole per avifauna (latziteddus, lacci in nylon e crine posizionati sugli alberi, nonchè “armature metalliche” predisposte per il posizionamento dei lacci da albero e trappole a scatto posizionate a terra) e un centinaio di trappole per ungulati (sos cropos, cavi d’acciaio per la cattura di cervi e cinghiali).
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| cavo di sostegno per rete |
Il bracconaggio è un’attività illegale e distruttiva del patrimonio ambientale (si stimano un centinaio di bracconieri “fissi” + circa duecento “occasionali”nella sola Capoterra). Il giro di affari è di sensibili dimensioni: basti pensare che una sola griva (spiedo di 8 tordi, de pillonis de tàccula) costa al mercato illegale un centinaio di euro al dettaglio.
Dai riscontri anche diretti, tuttavia, il fenomeno del bracconaggio appare in forte diminuzione, grazie anche alla complessiva azione di contrasto da parte delle Forze dell’ordine, sostenuta dalle associazioni ecologiste.
mercoledì 26 settembre 2018
Firenze - manifestazione nazionale contro la caccia 15 settembre 2018

L'associazione terranomala ha partecipato alla manifestazione nazionale contro la caccia che si è tenuta a Firenze il 15 settembre.
"FIRENZE, 15/09/2018 OLTRE 1.500 PERSONE SONO SCESE IN PIAZZA A FIRENZE PER DIRE “BASTA CACCIA” LA CACCIA UCCIDE, NON SOLO GLI ANIMALI.
Migliaia in piazza per l’abolizione caccia.
Il Governo non può non ascoltare e vedere le migliaia di persone provenienti da tutta Italia che hanno chiesto l’abolizione della caccia, ovvero fermare il massacro di migliaia di animali che si ripete ogni anno per il solo divertimento di uccidere.
Oltre 1500 persone hanno chiesto ad alta voce l’abolizione dell’art. 842 del Codice civile che permette ai “SOLI” cacciatori di entrare nei terreni privati senza il permesso dei legittimi proprietari.
Oltre 1500 persone hanno chiesto in Piazza basta l’uso dei richiami vivi, animali catturati e chiusi a vita in piccole gabbie detenuti al buio per 11 mesi all’anno, in condizioni igienico sanitarie precarie e molto spesso mutilati.
Oltre 1500 persone in Piazza per dire basta agli allevamenti per la riproduzione della fauna selvatica per i ripopolamenti.
La caccia uccide ogni anno decine di persone, ne ferisce centinaia, nessuno è al sicuro durante il periodo della caccia, per tutto il corteo sono state ricordate alcune persone vittime della caccia scambiate per animali dai cacciatori.
Oltre l’80% della popolazione è contraria alla caccia, i Ns. Politici NON possono NON sentire e NON possono NON vedere.
I Dirigenti della lega per l’abolizione della caccia ringraziano tutti i partecipanti e tutte le associazioni che hanno aderito alla manifestazione. "
(Fonte: direttore nazionale vigilanza LAC - Raimondo Silveri)
martedì 19 giugno 2018
Festa della solidarietà - Quintomondo
Il 9 e 10 giugno abbiamo partecipato, col nostro banchetto, alla festa della solidarietà organizzata dall'associazione Quintomondo onlus, che si è tenuta in zona Conca d'Oro a Roma. Accanto a libri, volantini e materiale informativo in genere, abbiamo allestito una piccola parte dedicata ai nostri gadget grazie alla cui distribuzione, dietro offerta, siamo riusciti a coprire parte delle spese sostenute per la cura e il mantenimento di alcuni cani e gatti bisognosi.
Ponza: campo antibracconaggio 2018
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| tracce di rete per uccellaggione |
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| batteria per richiami elettromagnetici |
Pratoni del Vivaro: migrazione rospi 2018
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| femmina di rospo investita |
Da marzo fino ad aprile, tutte le sere dal tramonto fino a notte inoltrata, organizzati in piccoli gruppi, abbiamo assistito ed aiutato rospi e rane dalmatine ad attraversare strade trafficate per arrivare nei loro luoghi di accoppiamento e deposizione uova. Quest'anno, grazie ad articoli usciti su alcuni portali ed alla costante collaborazione con il Parco dei Castelli Romani, abbiamo potuto conoscere nuovi volontari ed organizzarci per il prossimo anno con nuove proposte per informare e sensibilizzare la gente del posto. A testimonianza del buon esito della migrazione, le numerose uova trovate lungo i corsi d'acqua.http://www.castellinotizie.it/2018/02/23/nella-zona-dei-pratoni-del-vivaro-rocca-di-papa-velletri-sta-iniziando-la-migrazione-massiccia-dei-rospi-e-delle-rane-ecco-come-i-volontari-di-terranomala-li-aiutano/
domenica 4 marzo 2018
Circo: rimozione manifesti abusivi e volantinaggio informativo
Da dicembre a febbraio, come consuetudine, sono attendati a Roma e nei paesi limitrofi, alcuni circhi con animali che hanno pubblicizzato la loro presenza con locandine e manifesti abusivi, tappezzando in numerosissime vie e quartieri, mura, vetrine di negozi, pali della luce, pensiline alle fermate di tram/bus e cartelli indicatori di linee-autobus. La rimozione della maggior parte di questi manifesti abusivi ha come scopo quello di nascondere ai cittadini la presenza del circo con animali, evitando così che un maggior numero di persone si rechi allo spettacolo e di causare, quindi, un danno economico ai circensi sfruttatori. Parallelamente si sono svolti volantinaggi davanti agli ingressi o ai parcheggi dei circhi con animali affinchè i futuri spettatori siano informati su ciò che si cela dietro ogni esibizione.
mercoledì 13 dicembre 2017
Sardegna: campo antibracconaggio 2017
Insieme ad una quindicina di volontari della L.A.C. Lega abolizione caccia, provenienti da Lazio, Toscana, Piemonte e Lombardia, con il sostegno del Gruppo d’Intervento Giuridico onlus, abbiamo partecipato alla ventunesima campagna anti-bracconaggio nel Cagliaritano che ha portato alla neutralizzazione di oltre 1.000 trappole per avifauna (latziteddus, fra lacci in nylon e crine posizionati sugli alberi, “armature metalliche” predisposte per il posizionamento dei lacci da albero, trappole a scatto posizionate a terra) e ben 150 trappole per ungulati (sos cropos, cavi d’acciaio per la cattura di cervi e cinghiali).La campagna ha visto, come di consueto, la partecipazione di tenaci volontari locali con l’obiettivo di bonificare quanti più boschi e zone di macchia mediterranea dalle micidiali trappole posizionate dai bracconieri.
Numerose le aree battute, decine di sentieri, nei boschi e nelle macchie mediterranee di Capoterra, Uta, Assemini, Santadi, Sarroch, Quartu S. Elena, in particolare nelle zone di Gutturu Mannu, Monti Mannu, S’Arcu de su Schisorgiu, Is Litteras, Poggio dei Pini, Rio S. Girolamo, Santa Barbara, Monte Arcosu, San Gregorio, Molentargius.
Anche quest'anno non sono stati trovati sul posto bracconieri ed è stata avvertita minore intensità della predisposizione di andalas, i sentieri con le trappole già attive, molto probabilmente visto il clima ancora mite che causa un passo modesto dei tordi. In crescita, invece, il posizionamento di trappole per ungulati.
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| zampa di cervo preso al laccio |
venerdì 22 settembre 2017
Pronto intervento fauna. Stagione 2017
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| ghiri nati da pochi giorni |
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| pulli di piccione |
Chi, casualmente, trova in campagna, nei boschi, o lungo i cigli delle strade un animale selvatico VISIBILMENTE ferito o in difficoltà può segnalarcene il ritrovamento.![]() |
| pulli di quaglie |
In collaborazione con uno studio veterinario specializzato, ci occupiamo
del recupero e del reinserimento in natura degli animali selvatici in
difficoltà. Una volta ristabilite le condizioni fisiche, gli animali
dovranno riacquistare capacità ed istinti propri della specie prima di
essere reinseriti nel loro ambiente. Le liberazioni vengono realizzate
in base alle esigenze specifiche dell'animale scegliendo così il
periodo, l'ora ed il luogo più appropriato. 
domenica 28 maggio 2017
Ponza: campo antibracconaggio 2017

Abbiamo aderito anche quest'anno al campo antibracconaggio della L.A.C. per proteggere il piccolo popolo migratore costituito da balie nere, pettirossi, averle, stiaccini, usignoli, tortore e quaglie, che per
tradizione arricchiscono il macabro menu di Pasqua dell’isola di Ponza e
non solo. Negli anni il bracconaggio sull’isola pare diminuito ma putroppo
in questo particolare periodo dell'anno si continuano a trovare lungo i bellissimi
sentieri, dei siti di trappolaggio attivi fino a qualche giorno
fa, come le piazzole, dove vengono posizionate le
trappole dette sep o taglioline. Abbiamo presidiato i punti sensibili, dove la caccia si praticava anche durante la stagione
di chiusura e abbiamo raccolto cartucce sparate durante la caccia
invernale che tappezzano letteralmente l’isola. Sono state rinvenute una decina di trappole ed evidenziato alcuni siti sospetti su Palmarola e sulla base di queste segnalazioni, il NOA ha trovato e posto sotto sequestro
tre fucili, di cui uno risultato rubato a Sperlonga e due con matricola
abrasa, e ben 1150 cartucce, smentendo così ancora una volta la teoria
del sindaco di Ponza Piero Vigorelli che lo ha visto schierarsi in
questi anni contro LAC e CABS i cui volontari, armatidi cannocchiali e macchine fotografiche per documentare azioni di bracconaggio, venivano accolti sull’isola con denunce per divieto di sbarco.
venerdì 21 aprile 2017
Pratoni del vivaro: migrazione rospi 2017
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| rana dalmatina |
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| uova di rana dalmatina |
mercoledì 4 gennaio 2017
Banchetti informativi di fine anno

Durante il periodo natalizio abbiamo organizzzato diversi banchetti informativi in alcuni paesi dei Castelli Romani come ad esempio Grottaferrata, Ariccia ed Albano. Insieme a volantini e libri abbiamo venduto oggettistica varia autoprodotta e dolcetti vegan fatti da noi, il cui ricavato servirà a sostenere alcune spese del nostro rifugio.mercoledì 30 novembre 2016
Gheppio ferito da un cacciatore
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terranomala
Etichette: Segnalazioni Maltrattamenti ed Illeciti, Soccorso Fauna Selvatica
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Trovato nella zona dei Castelli Romani, è stato immediatamente soccorso e portato in un ambulatorio veterinario specializzato. Le lastre hanno mostrato la presenza di 6 pallini ( tipo di munizione per fucili a canna liscia usati dai cacciatori per uccidere volatili), che fortunatamente non hanno toccato organi vitali, e alcune schegge di un settimo pallino che ha temporaneamente compromesso l'uso di
un'ala.Operato e tenuto in degenza per diversi giorni, il gheppio ha piano piano ripreso forze e peso e dopo un breve periodo di riabilitazione, in cui abbiamo valutato ottimale il suo stato di salute e di recupero del volo, è stato liberato.
sabato 15 ottobre 2016
Roma - zona trionfale: caccia ai bracconieri
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terranomala
Etichette: Campi Antibracconaggio, Segnalazioni Maltrattamenti ed Illeciti
Etichette: Campi Antibracconaggio, Segnalazioni Maltrattamenti ed Illeciti

sabato 8 ottobre 2016
Campagna contro le pellicce
Riparte la campagna che ci vedrà impegnati fino a gennaio nella distribuzione di volantini informativi contro l'utilizzo di pellicce ed inserti, in numerosissimi paesi dei castelli romani.
Lo scopo della campagna è quello di dissuadere le persone dall'acquisto di pellicce e capi con inserti di pellicce spiegando loro come gli animali finiscono in questo commercio e come vengono allevati ed uccisi.
Lo scopo della campagna è quello di dissuadere le persone dall'acquisto di pellicce e capi con inserti di pellicce spiegando loro come gli animali finiscono in questo commercio e come vengono allevati ed uccisi.
lunedì 20 giugno 2016
Vegan Summer Fest a Firenze
Sabato 18 giugno 2016 abbiamo partecipato alla seconda edizione del Vegan Summer Fest, evento all'insegna del mangiare sano e consapevole.
L'evento si è svolto presso gli spazi all'aperto del Circolo Arci di San donnino, a Campi Bisenzio, Firenze.
Oltre al consueto mercatino eco solidale e stand
di associazioni animaliste, si è potuto assistere ad interessanti
interventi durante la giornata:
Ore 19.30 - Agripunk con il loro progetto, un rifugio per animali di qualunque specie nato dalla riconversione di un allevamento intensivo di tacchini da carne.
Ore 21.00 - Manuel Lombardi, chef di origini livornesi che lavora tra Parigi e Berlino ci parlerà di sprechi e di sotenibilità. Sicuramente un argomento attuale e che coinvolge tutti, vegani e non.
Tra i partecipanti di quest'anno GreenLife, AgriPunk, Lav, Chiaralascura, Oipa Firenze, il Prato dei Conigli, Ass. Nibbio Alato, Terranomala, Lucy's little monsters e molti altri!
L'evento inizierà alle ore 12.00 e si protrarrà per tutta la giornata fino alle ore 24.00.
L'evento si è svolto presso gli spazi all'aperto del Circolo Arci di San donnino, a Campi Bisenzio, Firenze.
Ore 19.30 - Agripunk con il loro progetto, un rifugio per animali di qualunque specie nato dalla riconversione di un allevamento intensivo di tacchini da carne.
Ore 21.00 - Manuel Lombardi, chef di origini livornesi che lavora tra Parigi e Berlino ci parlerà di sprechi e di sotenibilità. Sicuramente un argomento attuale e che coinvolge tutti, vegani e non.
Tra i partecipanti di quest'anno GreenLife, AgriPunk, Lav, Chiaralascura, Oipa Firenze, il Prato dei Conigli, Ass. Nibbio Alato, Terranomala, Lucy's little monsters e molti altri!
L'evento inizierà alle ore 12.00 e si protrarrà per tutta la giornata fino alle ore 24.00.
lunedì 30 maggio 2016
Ponza: campo antibracconaggio 2016
La tradizione del bracconaggio con le trappoline sembra non voler
lasciare l'isola di Ponza, nonostante i controlli da parte dei
volontari, delle guardie venatorie volontarie e del Corpo Forestale si
siano fatti ormai estremamente intensi.
Gli orti e la macchia mediterranea della splendida isola sono infatti ancora utilizzati in primavera e autunno da alcuni ponzesi che non rinunciano a bracconare. Lungo alcuni sentieri i bracconieri tendono fili di nylon per controllare i nostri spostamenti . Le piccole trappoline a scatto, rese appetibili con camole della farina, sono situate sapientemente negli spazi aperti, spesso in punti inaccessibli a picco sul mare. Gli ormai rari migratori transahariani - usignoli, stiaccini, balie, codirossi, averle, cutrettole, pigliamosche - attratti dal movimento dell'insetto vi cadono dentro e muoiono numerosi.
Ormai da tre anni, durante la presenza dei volontari su Punta Incenso e Monte Guardia, si odono spari provenire dall'isola di Palmarola, dove gruppi di cacciatori provenienti anche da Ponza nasconderebbero fucili. Lo scorso anno da un sopralluogo in questo stesso periodo, è stata rinvenuta la presenza di numerose "spiumate" delle specie: tortora, upupa e gruccione, nonché una rondine appena uccisa in un edificio aperto vicino al molo. Così, per un periodo di due settimane durante il picco della migrazione, due
squadre del CABS hanno occupato quest'anno, la piccola disabitata isola mediterranea
di Palmarola. I bracconieri spesso salpano dalla vicina isola di Ponza
(presidiata dal campo LAC/CABS) per abbattere impunemente tortore e
quaglie sull'isola vicina, oltre che per sistemare le odiose trappole a
scatto per Codirosso, Culbianco e Stiaccino, senza timore di essere
denunciati. La presenza delle due squadre CABS ha portato i risultati
sperati. Dopo il primo presidio e la comunicazione delle osservazioni
alla forestale, il NIPAF di Latina ha condotto un blitz in elicottero su
Palmarola, denunciando due cacciatore sull'isola, insieme ai loro 3
fucili illegali, 71 caricatori di munizioni e 111 trappole a scatto! I
media italiani hanno riferito ampiamente sul CABS e l' "occupazione"
dell'isola. Il sindaco di Ponza Vigorelli ha "ringraziato" il CABS per
l'eccellente operazione denunciando i quattro volontari per campeggio
abusivo sull'isola dei bracconieri....
Gli orti e la macchia mediterranea della splendida isola sono infatti ancora utilizzati in primavera e autunno da alcuni ponzesi che non rinunciano a bracconare. Lungo alcuni sentieri i bracconieri tendono fili di nylon per controllare i nostri spostamenti . Le piccole trappoline a scatto, rese appetibili con camole della farina, sono situate sapientemente negli spazi aperti, spesso in punti inaccessibli a picco sul mare. Gli ormai rari migratori transahariani - usignoli, stiaccini, balie, codirossi, averle, cutrettole, pigliamosche - attratti dal movimento dell'insetto vi cadono dentro e muoiono numerosi.
| filo di nylon lungo un sentiero |
domenica 21 febbraio 2016
Pratoni del vivaro: migrazione rospi 2016
| barriere posizionate ai bordi strada |
| barriere di contenimento |
Questo intervento di riconnessione ecologica, svolto in accordo con il Comune di Rocca Priora, è finalizzato a favorire la migrazione riproduttiva degli anfibi, ed è previsto nel Piano di gestione del SIC (Sito Importanza Comunitaria) adottato dalla Regione Lazio quale misura di conservazione finalizzata alla trasformazione del SIC in Zona Speciale di Conservazione della Rete europea Natura 2000.
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| rospo bloccato dalla barriera |
| uova di rospo e rana |
sabato 12 dicembre 2015
Sardegna:campo antibracconaggio 2015
Una dozzina di volontari della Lega per l’Abolizione della Caccia – L.A.C. provenienti da Lazio, Piemonte e Lombardia, ha condotto la diciannovesima campagna anti-bracconaggio nel Cagliaritano che ha portato alla neutralizzazione di oltre un migliaio di trappole per avifauna (latziteddus, esattamente 417 lacci in nylon e
crine posizionati sugli alberi, centinaia di “armature metalliche”
predisposte per il posizionamento dei lacci da albero, 280 trappole a
scatto posizionate a terra) e ben 80 trappole per ungulati (sos cropos, cavi d’acciaio per la cattura di cervi e cinghiali).
La campagna ha visto, come di consueto, la partecipazione di tenaci volontari locali e giunti da varie parti d’Italia con l’obiettivo di bonificare quanti più boschi e zone di macchia mediterranea dalle micidiali trappole posizionate dai bracconieri.
Numerose le aree battute, decine di sentieri, nei boschi e nelle macchie mediterranee di Capoterra, Uta, Assemini, Santadi, Sarroch, Sinnai,
in particolare nelle zone di Gutturu Mannu, Monti Mannu, S’Arcu de su
Schisorgiu, Is Litteras, Poggio dei Pini, Rio S. Girolamo, Santa
Barbara, Monte Arcosu, San Gregorio.
A differenza di altre occasioni, non sono stati trovati sul posto bracconieri ed è stata avvertita minore intensità della predisposizione di andalas, i sentieri con le trappole già attive, molto probabilmente visto il clima ancora mite che causa un passo tuttora modesto dei tordi.
Negli stessi giorni sono state svolte “visite” presso i mercati cagliaritani di San Benedetto e di Via Quirra, per verificare la presenza di vendita abusiva di avifauna proveniente da attività illecite, fortunatamente senza alcun esito.
Il bracconaggio è un’attività illegale e distruttiva del patrimonio ambientale (si stimano un centinaio di bracconieri “fissi” + circa duecento “occasionali” nella sola Capoterra). Il giro di affari è di sensibili dimensioni: basti pensare che una sola griva (spiedo di 8 tordi, de pillonis de tàccula)
costa al mercato illegale un centinaio di euro al dettaglio.
Tuttavia fra i principali “fruitori” finali del bracconaggio sembrano
proprio essere alcuni noti ristoranti del Cagliaritano. Da non tralasciare il controllo, nel periodo delle festività natalizie, dei mercati pubblici.
Dai riscontri anche diretti, tuttavia, il fenomeno del bracconaggio appare in sensibile diminuzione, grazie anche alla complessiva azione di contrasto da parte delle Forze dell’ordine e delle associazioni ecologiste.
Follìa, poi, è anche solo l’ipotesi di una legalizzazione del bracconaggio, dell’uccellagione in particolare, recentemente nuovamente avanzata da cacciatori e amministratori locali di Capoterra e duramente contrastata da parte ecologista.
La caccia di frodo è, infatti, un reato contravvenzionale punito dalla legge n. 157/1992 e s.m.i. con sanzioni penali (art. 30) e con sanzioni amministrative (art. 31), nonché dalla legge regionale Sardegna n. 23/1998 e s.m.i. (art. 74).
venerdì 14 agosto 2015
Ponza: campo antibracconaggio 2015
La missione conclusa nella piccola isola
tirrenica di Ponza ha permesso di offrire ad uno sterminato,
spettacolare esercito di migratori grandi e piccoli, una migrazione tranquilla così come dovrebbe
essere naturalmente. Una «stazione di servizio» (quasi) sicura durante
la migrazione di ritorno al Nord, nella quale riprendere forza dalle
folli fatiche del viaggio senza dover fare i conti con trappole, reti e
fucilate fuori stagione.
Lo scenario a tratti fantastico vissuto dai
volontari, provenenti da tutta Italia, che si sono alternati per
settimane nella vigilanza delle zone a rischio di Ponza (e quest’anno
anche di Palmarola) è stato animato per fortuna solo da qualche sparo, e
da una «cascata» quasi continua di Luì verdi e Pigliamosche; Falchi
pellegrini e Albanelle; Averle e Verzellini; Gruccioni e Rigogoli;
Culbianchi e Ballerine: una quarantina di specie e poche trappole ad
accoglierle. Grazie al lavoro di bonifica effettuato dal Cabs in
collaborazione con il Corpo forestale di Latina sono state identificate e
denunciate 3 persone per un totale di 38 trappole nelle quali sono
stati rinvenuti esemplari di Codirosso spazzacamino e Pettirossi, mentre
nella rete trovata su segnalazione, sono stati morti Usignoli,
Verzellini, Upupa e Pettirossi, e non sono mancati i ritrovamenti di
cartucce nuove a testimoniare gli spari sentiti durante i nostri
presidi.
Il nostro presidio del territorio è stato continuo,
come sempre concentrato nelle «zone rosse» della Piana d’Incenso e di
monte Guardia, la verifica fatta anche sul territorio di Palmarola ha
permesso di constatare che l’assenza di vigilanza è una condizione di
cui i bracconieri approfittano immediatamente. Nell’isola quasi
disabitata, alle prese con più di un abuso edilizio, abbiamo trovato i
resti inequivocabili di caccia fuorilegge, rappresentati da cumuli di
spiumate di specie protette.
Ponza è bellissima, ma la sua parte oscura è ancora
ben presente, rappresentata da un mare di bossoli, che i volontari ogni
anno raccolgono, che crea una oscena «fioritura» colorata in ogni
stagione e dai movimenti dei bracconieri (alcuni non hanno rinunciato
neanche questa volta agli atteggiamenti intimidatori) impegnati nel
controllo continuo dei nostri movimenti; certamente alla ricerca del
momento giusto per estrarre il fucile da un nascondiglio e fare fuoco.
Cresce però la consapevolezza di molti isolani,
un'incontro con il sindaco di Ponza ha dato modo di far compredere che
la presenza dei volontari non e’ provocazione ma e’ per proteggere le
bellezze dell'isola, e far rispettare la legge, perchè sopravvive ancora
l’usanza di mangiare piccoli uccelli a Pasqua.
Il sindaco ha garantito che riapriranno i sentieri
da trekking per consentire ai turisti di visitare e vedere le bellezze
nascoste di un'isola che merita di essere tutelata da pochi sparatori
repressi. Molti ponzesi sono consci della necessità di cambiare
integralmente registro pensando finalmente a un turismo naturalistico e
compatibile che parta proprio dallo spettacolo eterno della migrazione. Dall'anno prossimo la Lac organizzerà un viaggio naturalistico unico con
guide speciali: i volontari che da anni conoscono Ponza nei lati più
belli e regalano ai turisti la bellezza della migrazione. Noi ci siamo
stati e ci saremo ancora; fino a quando l’orizzonte del popolo migratore
non sarà sgombro.
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