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martedì 22 gennaio 2019

Bracconaggio sui monti Lucretili

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Questo fine settimana abbiamo perlustrato le zone boschive limitrofe ai Monti Lucretili, un'area a noi nota da tempo per il bracconaggio dei cinghiali. Dopo aver percorso diversi sentieri, ne abbiamo attraversato uno non molto battuto e proprio lì abbiamo trovato un numero esiguo di lacci per cinghiali ma tutti armati, cioè pronti a catturare. I lacci metallici sono delle trappole "a cappio" tanto semplici quanto spietate: vengono nascoste tra rami e sterpaglie, di solito tra due alberi, e quando l'animale (qualunque animale) ci passa in mezzo resta incastrato (il più delle volte dalla testa) e più tenta di liberarsi più il cappio stringe. Gli animali che finiscono in queste trappole muoiono di stenti o di asfissia dopo ore di sofferenza.
Resi inattivi i lacci, abbiamo poi proceduto alla segnalazione agli organi competenti.

mercoledì 26 settembre 2018

Firenze - manifestazione nazionale contro la caccia 15 settembre 2018

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L'associazione terranomala ha partecipato alla manifestazione nazionale contro la caccia che si è tenuta a Firenze il 15 settembre. 

"FIRENZE, 15/09/2018 OLTRE 1.500 PERSONE SONO SCESE IN PIAZZA A FIRENZE PER DIRE “BASTA CACCIA” LA CACCIA UCCIDE, NON SOLO GLI ANIMALI.
Migliaia in piazza per l’abolizione caccia.
Il Governo non può non ascoltare e vedere le migliaia di persone provenienti da tutta Italia che hanno chiesto l’abolizione della caccia, ovvero fermare il massacro di migliaia di animali che si ripete ogni anno per il solo divertimento di uccidere.

Oltre 1500 persone hanno chiesto ad alta voce l’abolizione dell’art. 842 del Codice civile che permette ai “SOLI” cacciatori di entrare nei terreni privati senza il permesso dei legittimi proprietari.
Oltre 1500 persone hanno chiesto in Piazza basta l’uso dei richiami vivi, animali catturati e chiusi a vita in piccole gabbie detenuti al buio per 11 mesi all’anno, in condizioni igienico sanitarie precarie e molto spesso mutilati.
Oltre 1500 persone in Piazza per dire basta agli allevamenti per la riproduzione della fauna selvatica per i ripopolamenti.

La caccia uccide ogni anno decine di persone, ne ferisce centinaia, nessuno è al sicuro durante il periodo della caccia, per tutto il corteo sono state ricordate alcune persone vittime della caccia scambiate per animali dai cacciatori.
Oltre l’80% della popolazione è contraria alla caccia, i Ns. Politici NON possono NON sentire e NON possono NON vedere.

I Dirigenti della lega per l’abolizione della caccia ringraziano tutti i partecipanti e tutte le associazioni che hanno aderito alla manifestazione. "
(Fonte: direttore nazionale vigilanza LAC - Raimondo Silveri)

giovedì 4 settembre 2014

340 nuovi ettari sono ormai chiusi per sempre alla caccia

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Dopo la numerosa affluenza di volontari si è riusciti a tabellare dal divieto di caccia, nelle giornate del 30 e 31 agosto, 340 ettari della campagna fiorentina.
Il lunedì mattina seguente 1 settembre, giorno di preapertura della caccia in Toscana, nessun cacciatore è entrato nell’area tabellata.
Si sono verificati però alcuni episodi di oscuramento delle tabelle con vernice a spruzzo nera ma il cartello ovviamente ha lo stesso la sua valenza.

venerdì 22 agosto 2014

30 e 31 Agosto tabelliamo il divieto di caccia in 340 nuovi ettari della Piana Fiorentina

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Nel nuovo Piano Faunistico-venatorio provinciale di Firenze è stata istituita un’altra area di divieto di caccia nella Piana. Si tratta di ulteriori 340 ettari sottratti all’oltraggio venatorio, nel territorio di Campi Bisenzio. Si pone però adesso il solito problema della tabellazione.
La Provincia afferma di non avere fondi e che quindi non potrà tabellare prima della fine dell’anno (se non anche oltre). Ciò significherebbe regalare ancora un anno ai cacciatori e lasciar uccidere un alto numero di animali, che potrebbero invece sfuggire alle doppiette.
La Provincia darebbe ai volontari l’autorizzazione a procedere con la tabellazione. Dobbiamo in tal senso sopperire al problema del personale, grazie ai volontari, e anticipare anche le spese di materiale, che ci saranno rimborsate forse a dicembre. Si tratta di uno sforzo importante, che vorremmo in tutti i modi riuscire a fare.

Sabato 30 e domenica 31 agosto sono le due giornate da dedicare alle operazioni di tabellazione.

Per riuscire a chiudere alla caccia tutta l’area, formeremo per l’occasione vari gruppi guidati da persone esperte della zona e della procedura di tabellazione, che però avranno bisogno del supporto di tante altre braccia. Inoltre, se qualcuno ha mezzi utili per trasportare pali e attrezzi (furgoni, camioncini o similari) e li potesse mettere a disposizione in queste date, darebbe un ulteriore contributo importantissimo all’operazione. Non si tratta di lavori pesanti: c’è certamente chi pianterà i pali ma sono necessarie molte più persone che trasportino via via lungo i confini e le strade interne materiali vari come le tabelle stesse, le fascette o le viti per attaccarle sui pali, gli avvitatori, etc. e che li porgano via via nei punti dove saranno posizionati questi segnali.

Due grandi giornate quindi da mattina a sera per chiudere definitivamente la caccia in quei luoghi!!!
Vi chiediamo di segnalarci al più presto chi potrà essere presente, in modo da poter definire quanti saremo e come organizzarci.
Se le adesioni fossero troppo poche, saremmo costretti a rinunciare!

Potete segnalarci le vostre adesioni all’indirizzo:
cucini.a@ecorete.it

Dedichiamo insieme un weekend di fine estate per dire un NO concreto alla caccia!!!

martedì 26 marzo 2013

Impediamo l'uccisione dei 15 mufloni sull'Isola del Giglio

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Il Presidente della Provincia di Grosseto Leonardo Marras, col sostegno del sindaco dell'Isola del Giglio e dell'associazione Legambiente, ha deciso l'eradicazione dei mufloni (circa 15 sembra, ma in questo articolo il sindaco, nell'ottobre 2011, ne dichiarava circa un centinaio) abitanti l'isola toscana.
È inaccettabile procedere all'abbattimento di tali individui. Questi animali sono stati immessi sul territorio gigliese previa vostra autorizzazione per scopi venatori. A distanza di anni, è in corso d'elaborazione una delibera che prevede il loro abbattimento. Perché giungere ad una soluzione così drastica quando gli espedienti per tutelarli sono molteplici? Aumento della sicurezza dei recinti degli orti, cattura e trasporto di tutti gli esemplari sul continente (liberi in ambienti compatibili o ospiti nei rifugi) sono tutte soluzioni mai prese in considerazione dalla giunta provinciale.
Il numero degli individui è fortunatamente ancora molto esiguo, sarebbe dunque molto semplice optare per altri sistemi meno cruenti che possano tutelare la salvaguardia dei mufloni e allo stesso tempo la biodiversità dell'isola, tenendo presente che, anche se non autoctoni, essendosi ambientati ormai da tempo, non rappresentano una minaccia per l'isola, della quale ormai da anni sono parte integrante.
Come associazioni ci impegneremo, qualora le nostre richieste non venissero accolte, ad opporci con ogni mezzo legale all'abbattimento dei suddetti mufloni, anche attraverso canali televisivi, testate giornalistiche, internet, radio, volantinaggio e presidi affinché in tutta Italia si venga a conoscenza dello scempio che l'isola del Giglio vuole perpetrare ai danni d'innocenti.

sabato 2 giugno 2012

Torino, 3 giugno 2012 MANIFESTAZIONE NAZIONALE


Con un atto liberticida, il Consiglio Regionale del Piemonte e la Giunta presieduta dal leghista Cota hanno abrogato la Legge sulla caccia, cancellando di fatto il Referendum regionale, fissato per il 3 giugno. Questo è avvenuto a trenta giorni dalla data della consultazione, quando la macchina referendaria era già attiva da mesi e aveva già coinvolto migliaia di volontari. L’arma utilizzata per raccogliere consenso intorno a questo scippo senza precedenti è stata quella crisi economica che questa stessa classe politica ha contribuito a generare!

Così, tramite uno scientifco ribaltamento della realtà, i referendari sono stati dipinti come coloro che volevano sperperare 22 milioni di Euro (cifra, peraltro, campata per aria) mentre in Giunta tutti si dichiaravano – per la prima volta – preoccupati per coloro che stanno peggio, speculando in modo inaccettabile sui drammi reali delle persone ammalate, degli anziani con pensione al minimo, dei disabili, dei disoccupati, dei precari.

Giunta e maggioranza, col solo scopo di assecondare poche migliaia di cacciatori, i cui consensi fanno sempre gola a politicanti alla ricerca di voti facili, hanno così calpestato il diritto legittimo di quattro milioni di piemontesi ad esprimere democraticamente la propria posizione su un tema di grande importanza. Questo provvedimento – figlio di una classe politica sempre più slegata dalle persone che pretende di rappresentare – si è fatto beffe dei cittadini e di 25 anni di battaglie legali, risoltesi con l’imposizione da parte dei giudici di indire la consultazione.

Torino 3 giugno - Concentramento alle ore 15.30 in Corso Bolzano 30 (a 100 mt da Porta Susa)

mercoledì 29 febbraio 2012

Banchetti informativi L.A.C.

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Ogni fine settimana di febbraio, abbiamo organizzato banchetti informativi in alcune zone di Roma e dei Castelli Romani.



 Abbiamo distribuito materiale contro la caccia ed il bracconaggio e raccolto firme per l'abolizione dell'articolo 842 del codice civile che consente ai cacciatori di entrare nei fondi privati senza il consenso del proprietario, e per l'abolizione della caccia su tutto il territorio nazionale chiedendo che vengano protetti e rispettati gli spazi vitali che appartengono agli animali.





A breve saremo presenti in altre zone di Roma e provincia.

giovedì 24 novembre 2011

Introduzione all'Antibracconaggio - Trovare (e distruggere) le trappole - Roma 18 dicembre ore 16

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Secondo appuntamento per conoscere da vicino il fenomeno del bracconaggio, ma soprattutto per imparare qualche piccolo trucco per cominciare a combatterlo. Ogni volta che vi trovate a spasso per boschi, prati o riserve naturali potreste trovarvi di fronte ad una o più trappole senza però saperle riconoscere. Questa breve ma significativa introduzione vi aiuterà ad individuare i segnali lasciati dai bracconieri nonché i vari tipi di trappole da loro utilizzate. Dopo il primo incontro diverse persone sono riuscite ad individuare le trappole piazzate nei boschi dai bracconieri. Vogliamo aiutare tutti voi a cercarle ed individuarle, ma soprattutto, insieme, possiamo aiutare e salvare gli animali selvatici che altrimenti vi cadrebbero vittime.

In Italia la Lega per l’Abolizione della Caccia organizza ogni anno diversi “campi antibracconaggio”. Si tratta di brevi periodi durante i quali i volontari si spostano nelle zone “calde” del bracconaggio, seguendo il flusso migratorio degli uccelli, e di conseguenza l’escalation di episodi di bracconaggio, setacciando le zone a rischio e rimuovendo migliaia di trappole.


PROGRAMMA
-Presentazione della Lega Abolizione Caccia
-Introduzione alla caccia – la legge 157/92
-Introduzione al bracconaggio – metodi di cattura illegale,
specie catturate, le zone “calde” del bracconaggio italiano ed europeo
-Primo soccorso per animali trovati ancora vivi nelle trappole
-Tecniche di ricerca delle trappole
-Conclusioni


appuntamento ore 16
in via sergio tofano 90 - zona porta di roma
presso la sede l.a.c. di roma
da Termini BUS 36 - Da Ponte Mammolo BUS 341

per info e contatti: info.terranomala@gmail.com

giovedì 15 settembre 2011

Picchio, giovane setter inglese abbandonato, ridotto pelle e ossa

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E' stato trovato sulla strada che collega Grottaferrata a Marino, loc. Sant’Anna. Vagava in mezzo alla strada spaventato e smarrito. Un cane da caccia di solito se la cava bene in libertà, ma lui, lui era troppo magro, non si poteva lasciarlo lì. Probabilmente ha vagato per tantissimi giorni, ha bevuto un litro e mezzo d'acqua senza mai fermarsi, e nonostante abbiamo provveduto a rifocillarlo per bene, ancora oggi è affamato. Non ho mai visto un cane che si fa la pipì sotto mentre salta dalla gioia di vedere una ciotola piena. Sicuramente avrà un passato venatorio, il collarino antipulci c'è, ma non c'è il microchip. Meglio così, non vorremmo mai ridarlo in pasto a qualche cacciatore assetato di prede, per poi vederlo chiuso in un box per tutta la vita. Picchio è un setter inglese purissimo, bellissimo e molto giovane, max due anni. Si cerca per lui una buona adozione e nel frattempo uno stallo. Noi non possiamo assolutamente tenerlo!! ASTENERSI CACCIATORI! per info: 3281083420 info.terranomala@gmail.com

martedì 30 agosto 2011

Bus da Roma per Torino - Il 17 settembre tutti alla Manifestazione Nazionale contro la Caccia

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La comitiva del bus parteciperà sia al corteo anticaccia del 17/9 che al presidio al Palio di Asti il 18/9. Sono valide solo le prenotazioni pervenute a lac entro le ore 16.00 di giovedì 1/9/2011 versando sul ccb della lac nazionale
(Iban: IT35M030690944100001805112
1).
La quota individuale di euro 35,00 comprende
15 euro per Bus + 20 euro per albergo e prima colazione in pieno centro di Torino (alloggiamento in stanze a 4 /3/2 letti http://www.hotelpiov.it/index.html)
Programma del 17/9
6:00 - 6:30 Partenza da Anagnina
15.00 arrivo a Torino portaSusa , luogo partenza corteo
15.30-19.30 corteo anticaccia e interventi su palco in p. Vittorio Veneto
20.00 trasferimento degli attivisti in albergo
19.30-24.00 tempo libero libero
programma del 18/9
0-13.30 libero
13.30-14.30 trasbordo in bus Torino- Asti per presidio al palio
14.30-18.30 presidio
19.00 partenza in bus da Asti per Roma
04.00 arrivo previsto a Roma


Non compreso : tutto quanto non indicato .
Per cena del 17/9 possibilità di cenare in bio gastronomia vegan (10-12 euro bevande escluse.. si deciderà sul bus in andata )

Per prenotare dovete
PRIMO : fare il bonifico di EURO 35,00 su
ccb della Lac nazionale
(Iban: IT35M0306909441000018051121)

indicando nel campo causale : "corteo Torino 17/9"

Se il bonifico parte dal conto di una società specificate anche nome e cognome del passeggero (non abbiamo poteri telepatici).

SECONDO: avvisare Daniela dell'effettuato bonifico , scrivendo a terranomalaroma@gmail.com (per controllo incrociato)
La prenotazione e' valida solo per chi ha fatto il bonifico che è regolarmente pervenuto a Lac (accertatevene)

Per info contattare Daniela 347 71 30 164 o scrivere a terranomalaroma@gmail.com


Per gli animali selvatici e per il primo referendum ”straccia-caccia”
TUTTI A TORINO IL 17 SETTEMBRE 2011

Iscrizioni a mailing list per notiziari sul corteo e sulle attività di promozione al referendum a cui tutti possono partecipare (molto importante!) straccialacaccia@gmail.com

giovedì 28 luglio 2011

Pullman da Roma per manifestazione contro la caccia del 17/9 a Torino

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Stiamo raccogliendo adesioni per organizzare dei pullman da Roma per Torino.

Per le prenotazioni contattare Marcello al numero 3385484055 oppure scrivere a info@abolizionecaccia.it


Per gli animali e per il primo referendum ”straccia-caccia”
TUTTI A TORINO IL 17 SETTEMBRE 2011
affinché quella che si apre il 18 settembre sia l’ultima stagione venatoria.
Nel giorno precedente l'apertura ufficiale della stagione venatoria scendiamo in piazza per manifestare la nostra contrarietà alla caccia.
Quest'anno abbiamo scelto Torino perchè nei prossimi mesi la giunta regionale, in forza di una sentenza della Corte d'Appello di Torino e con uno scandaloso ritardo di 24 anni, dovrà indire un referendum regionale che se avrà risultato positivo vedrà la caccia drasticamente ridotta sul territorio piemontese e potrà essere di incentivo per le prossime battaglie che ci vedranno impegnati contro la caccia in tutta Italia.
Un approndimento sul referendum regionale piemontese:
http://www.abolizionecacci​a.it/lacinaction/campagne/​piemonte-referendum-sulla-​caccia.html


Iscrizioni a mailing list per notiziari sul corteo e sulle attività di promozione al referendum a cui tutti possono partecipare (molto importante!) straccialacaccia@gmail.com

domenica 24 luglio 2011

Roma - Domenica 11 settembre - INTRODUZIONE ALL'ANTIBRACCONAGGIO

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Con questo incontro avrete la possibilità di conoscere da vicino il fenomeno del bracconaggio, ma soprattutto potrete imparare qualche piccolo trucco per cominciare a combatterlo. Ogni volta che vi trovate a spasso per boschi, prati o riserve naturali potreste trovarvi di fronte ad una o più trappole senza però saperle riconoscere. Questa breve ma significativa introduzione vi aiuterà ad individuare i segnali lasciati dai bracconieri nonché i vari tipi di trappole da loro utilizzate. In Italia la Lega per l’Abolizione della Caccia organizza ogni anno diversi “campi antibracconaggio”. Si tratta di brevi periodi durante i quali i volontari si spostano nelle zone “calde” del bracconaggio, seguendo il flusso migratorio degli uccelli, e di conseguenza l’escalation di episodi di bracconaggio, setacciando le zone a rischio e rimuovendo migliaia di trappole.


PROGRAMMA
-Presentazione della Lega Abolizione Caccia
-Introduzione alla caccia – la legge 157/92
-Introduzione al bracconaggio – metodi di cattura illegale,  

      specie catturate, le zone “calde” del bracconaggio italiano ed europeo
-Primo soccorso per animali trovati ancora vivi nelle trappole
-Tecniche di ricerca delle trappole
-Conclusioni


appuntamento ore 10
in via sergio tofano 90 - zona porta di roma
presso la sede l.a.c. di roma
da Termini BUS 36 - Da Ponte Mammolo BUS 341

per info e contatti: info.terranomala@gmail.com

mercoledì 19 gennaio 2011

550 tordi tagliati ed incollati: un nuovo bracconaggio per una vecchia caccia. Tutti i particolari nell'intervista di GeaPress.

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550 tordi tagliati ed incollati: un nuovo bracconaggio per una vecchia caccia.

Tutti i particolari nell'intervista di GeaPress.

di redazione | 22 luglio 2010

GEAPRESS – Palmanova è un nodo cruciale di mille traffici in entrata ed uscita dall’Italia. A sud di Udine, Palmanova si trova lungo l’intersezione di due grandi direttrici stradali. Ogni giorno decine di migliaia di autoveicoli, dalla Slovenia e dall’Austria. Può capitare di incontrare bulgari che viaggiano con un leone (vedi articolo GeaPress) e polacchi che trasportano 550 tordi! La Polstrada ha rinvenuto gli animaletti, tutti implumi prelevati dai nidi, orrendamente ammassati in basse scatole di cartone, prive di acqua e cibo e con appena poche fessure per l’aria. Le scatole, erano inoltre accatastate l’una sull’altra.
Constatata l’irregolarità del trasporto e la violazione di importanti norme della legge sulla caccia, la Polizia Stradale ha provveduto a denunciare i due polacchi per il reato di cui all’art. 544/ter sul maltrattamento di animali. I due dichiaravano che i tordi, valutati in circa 35.000 euro, erano diretti in Campania. In questa regione, però, vi sono altri maltrattamenti della fauna, e comunque di tanti giovani tordi non si è mai sentito dire.
GeaPress ha intervistato una persona di grande esperienza e passione per il proprio lavoro, che ha scoperto una pericolosa evoluzione di tecniche di bracconaggio che coinvolge migliaia e migliaia di tordi implumi. Questo nuovo bracconaggio ha all’incirca dieci anni, ma si intreccia con vetusti e persistenti metodi di caccia illegale che si innestano, però, su tradizioni venatorie purtroppo autorizzate dalla Legge italiana.
GeaPress ha intervistato il Vice Questore Aggiunto del Corpo Forestale dello Stato Isidoro Furlan (nella foto). Il Distaccamento è quello di Asiago (VI) quasi al confine con il Trentino e le coltivazioni di … mele. Vediamo allora cosa può generarsi mischiando impianti di cattura di fauna selvatica e coltivazioni di mele golden che, per salvaguardare la salute umana e dell’ambiente, non sono più trattate con massicce irrorazioni di prodotti di sintesi chimica.

GEAPRESS – Dott. Furlan, è di pochi giorni il sequestro operato dalla Polizia Stradale di Palmanova di 500 tordi ancora inetti per il volo. I due polacchi denunciati hanno dichiarato che erano diretti in Campania.
DOTT. FURLAN – Mi sembra difficile. E’ più probabile che massimo a due ore di strada da Palmanova i piccoli tordi dovevano essere smistati in canali già collaudati. In quello stato, non potevano andare molto lontano.
GEAPRESS – Ma, in due ore o restavano in Friuli o andavano in Veneto.
DOTT. FURLAN – Secondo me il più probabile cerchio di azione era proprio quello. Per capire da dove provenivano i tordi bisogna invece guardare alle coltivazioni di pere e mele in particolare. Alle nuove tecniche colturali.
GEAPRESS – Ci spieghi.
DOTT. FURLAN – I meleti si sono ormai imposti in molte zone pedemontane, ad esempio quelle trentine. Lo sfalcio frequente dell’erba viene lasciato sul campo. E’ il cosiddetto mulcing. Le mele non hanno più, come avveniva prima, massicce somministrazioni di prodotti di sintesi per l’agricoltura. L’erba tagliata ed ammonticchiata tra i filari di alberelli, non viene più rimossa, tanto da creare un ricco microcosmo di lombrichi, altri anellidi ed invertebrati utili alla decomposizione della sostanza organica. I meleti così coltivati hanno creato un nuovo ambiente che è stato velocemente colonizzato dal Tordo Sassello, dal Tordo Bottaccio, dal Merlo ed anche dalla Cesena, prima più frequenti solo in montagna.
GEAPRESS – Si è creato un allevamento di lombrichi.
DOTT. FURLAN – Si, ma anche una sorta di fast food per gli uccelli. Con tutto il cibo che hanno, ricco, nutriente e non avvelenato, arrivano a fare fino a tre nidiate mentre le densità sono veramente alte.
GEAPRESS – Forse se ne sono accorti anche gli uccellatori?
DOTT. FURLAN – Purtroppo si.
GEAPRESS – Ma a chi vendono?
DOTT FURLAN – Lei saprà che vi sono allevatori autorizzati di fauna selvatica. Un impianto autorizzato può detenere fino a dieci animali per specie. Servono per la cattura dei futuri richiami per la caccia. La riproduzione del Tordo non è semplice in cattività. Conviene di più munirsi di giovani selvatici. Non lo fanno tutti, per carità, ma è un fenomeno molto diffuso.
GEAPRESS – Ma i nati in cattività dovrebbero avere gli anellini ..
DOTT. FURLAN – Sì, infatti se il tordo di cattura non è più un piccolo, gli anelli non entrano più. E poi, alla Regione, bisogna darne comunicazione entro cinque giorni dalla nascita. La Regione Veneto rilascia l’autorizzazione alla coppia.
GEAPRESS – Abbiamo capito. Ci vengono in mente altri piccoli uccellini catturati nei nidi (vedi articolo GeaPress) e cresciuti in gabbia. Sono così più docili.
DOTT. FURLAN – Infatti, si adattano meglio rispetto al richiamo adulto di cattura, oltre al fatto che la riproduzione in cattività, come le dicevo, non è semplice. Per l’alimentazione, invece, si ricorre allo “stecco”. Gli si apre il becco e viene somministrato il cibo. Ve ne sono di vari tipi.
GEAPRESS – Non capiamo però una cosa.
DOTT. FURLAN – Prego
GEAPRESS – Quello che occorre ad un impianto di cattura sono i maschi, per il canto. Qui parliamo di uccelli nel nido, non sono distinguibili dalle femmine.
DOTT. FURLAN – Non esternamente, le femmine vengono buttate ….
GEAPRESS – Un secondo, ci scusi, che significa non esternamente?
DOTT. FURLAN – Il bracconiere si porta appresso un bisturi, due stecchini e colla chirurgica, bene che vada. L’uccellino preso dal nido viene così tagliato nell’addome. Un centimetro con il bisturi e gli stecchini per allargare la ferita. Se femmina, via ai lombrichi. Se maschietto, si mette la colla e viene riposto in contenitori di legno appositamente costruiti per portarli via.
GEAPRESS – Vale a dire che l’animaletto viene tagliato vivo, aperto ed infine incollato?
DOTT. FURLAN – Proprio così
GEAPRESS – Sembrano lo scorribande di Hannibal Lecter.
DOTT. FURLAN – Be’, li chiami come vuole, ma questo è quello che avviene. Gli alberelli di mele sono alti al massimo due metri. Il bracconiere controlla facilmente i filari. Se il nido ha le uova mette un fiocchetto di un colore, se invece ha i pulcini ancora troppo piccoli, ne mette uno di altro colore. Se invece i pulcini possono essere prelevati vi è un terzo fiocchetto ed al ritorno se li porta via, ma solo se maschietti. In genere i nidi sono nelle basse biforcazioni, comunque sempre di piccoli alberi. Eppure a volte abbiamo trovato i bracconieri con una canna da pesca.
GEAPRESS – Una canna da pesca?
DOTT. FURLAN – Si, una canna da pesca, di quelle telescopiche, che si possono allungare. In alto uno specchietto. Il Bracconiere vede così il contenuto del nido e si comporta di conseguenza. Noi, però, facciamo pattuglie in borghese. Cerchiamo di formare pattuglie miste con i nostri Forestali, uomini e donne. Si da meno nell’occhio. Così li troviamo. Sanzionati per le violazioni della legge sulla caccia e contestazione del 544/ter sul maltrattamento.
GEAPRESS – Vengono tagliuzzati vivi ….. poi la canna da pesca, i fiocchetti, … un vero genio criminale.
DOTT. FURLAN – Non so quanto potevano essere pagati i due polacchi, sicuramente non più di poche decine di euro a tordo. Ma un uccellino portato alla maturità viene rivenduto ad almeno 250 euro. Se poi ha un canto particolarmente significativo, anche molto di più
GEAPRESS – Quale è il destino di un tordo catturato legalmente?
DOTT. FURLAN – Nel roccolo? L’impianto autorizzato viene provvisto di uccelli da richiamo. Massimo dieci esposti per ogni specie. L’impianto fornisce gli uccellini di cattura per i cacciatori da appostamento. Ma si tratta di animali difficili da allevare. Sono selvatici.
GEAPRESS – Ed allora è meglio quello preso dal nido e poi denunciato come nato in cattività.
DOTT. FURLAN – Più sicuro e meno costoso.
GEAPRESS – Ma quanti sono i tordi catturati?
DOTT. FURLAN – Mah, il fenomeno è diffusissimo. Gli impianti di cattura sono in Lombardia, in particolare nelle valli bresciane e bergamasche, in Veneto ovviamente, in Friuli, pure la Toscana, ci perdiamo. I cacciatori da appostamento sono tanti. Decine di migliaia. Attenzione, non tutti equivalgono a bracconieri, Per carità. Ma a Settembre devono cantare fino a 10 uccelli per specie, in ogni impianto. Fino a 50-60 uccelli per impianto.
GEAPRESS – Fino ad ora eravamo rimasti al giardino degli orrori … (vedi articolo GeaPress)
DOTT. FURLAN – Il collega Giuseppe Tedeschi, i Forestali di Brescia. Si, si, ho saputo. Bravi. Una bella operazione.
GEAPRESS – Lì gli uccellini lasciati a decomporsi, qui tagliuzzati …
DOTT. FURLAN – Sa, una volta venne Emilio Nessi. Eppure lui ne aveva viste tante. Mi ricordo ancora, che rimpianto. Noi siamo qui, facciamo rispettare la legge. Ora devo andare, ho una chiamata, i miei Forestali. Grazie.
GEAPRESS – Grazie a Lei e buon lavoro.(GEAPRESS – Riproduzione riservata senza citare la fonte).


      

domenica 19 dicembre 2010

Valli bresciane: Resoconto campo antibracconaggio 2010

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Con la giornata di domenica 21 novembre si è concluso l’annuale campo antibracconaggio del CABS a Brescia, un campo particolare, che ha visto il forte impegno di 67 volontari provenienti da diversi paesi, Italia, Germania e Inghilterra, ma anche provenienti da diverse associazioni, riuniti nello sforzo comune di portare alla luce, denunciare e contrastare il dilagante bracconaggio delle valli bresciane.
Lo definiamo dilagante perché l’illegalità venatoria a Brescia è ancora e sempre la norma, ancora fin troppo protetta dalla complicità della politica provinciale. Di fatto però è vero che grazie alla presenza dei volontari e del N.O.A. alcune forme di bracconaggio si stanno estinguendo, come quella degli archetti.
Le operazioni sono cominciate il 3 ottobre e durate 5 settimane, e negli ultimi 3 weekend: i volontari hanno perlustrato capillarmente le aree di bracconaggio della Valcamonica, Valtrompia e Valsabbia, da Gussago a Monte Campione e dal lago d’Iseo fino al lago di Garda.

Alla fine del campo un totale di 3.161 trappole sono state rimosse.
Nello specifico:
1.228 archetti,
802 trappoline a scatto “sep”
115 reti
15 trappole “prodine”
1 laccio per ungulati
171 uccelli da richiamo hanno visto di nuovo la libertà.
2. Analisi dei dati

Questi numeri in sè sono relativamente poco elevati, minori comunque di quanto rinvenuto e rimosso nel 2009 (2.159 archetti, 167 reti, 340 sep) e di gran lunga minori dei quasi 13.000 archetti rimossi nel 2001.
Ebbene questo è il segno di una vittoria, una fra le più grandi ottenute dal movimento ambientalista sul campo. Come già annunciato negli anni passati, l’uso degli archetti sta scomparendo a Brescia: questo tipo di trappole particolarmente cruente sono oramai rare nelle valli e retaggio ormai soprattutto di persone anziane che si accaniscono a torturare i pettirossi nonostante la quasi sicurezza di venire prima o poi sorpresi dalla forestale.
I mille archetti rinvenuti quest’anno sono stati scoperti dunque in località isolate, mai controllate prima, dove il bracconiere di turno pensava di poter contare sull’impunità grazie all’isolamento territoriale.
Grosse tese di archetti - alcune delle quali anche in mano a veri professionisti del bracconaggio - si sono trovate sopra Vaghezza, in Valvestino, a Zone, Brione, Irma, a Lumezzane e in Val d’Opol.
Per le cosiddette “sep” invece il discorso è diverso: queste trappoline sono state viste facilmente in vendita sottobanco nei negozi di caccia e pesca, nelle armerie e uccellerie (in tutti i casi abbiamo avvisato le forze dell’ordine, facilitando non solo la denuncia dei proprietari, ma portando allo smascheramento di alcuni traffici di uccelli da richiamo illegalmente catturati che facevano capo agli stessi negozi).

Ne risulta che l’uso del sep come alternativa all’archetto è ormai affermato. I sep vengono piazzati nei giardini, nei cortili, addirittura nei parco giochi, insomma nei pressi delle abitazioni con estrema frequenza.
I volontari del CABS si sono concentrati su questa forma di bracconaggio e difatti numerosi siti di cattura con i sep sono spuntati fuori in luoghi inaspettati. Ma non solo: persino in siti tradizionalmente di archetti le sep appaiono a sostituirli.
Vi sono bracconieri che piantano un palo nel sentiero come per mettervi sopra l’archetto e invece vi inchiodano sopra il sep. Il sep non è amato solo dal trappolatore tout court, ma anche dai cacciatori: in ben 3 casi i sep erano infatti nel bel mezzo del capanno, fra le bacche e gli uccelli da richiamo.

Non ci stancheremo mai di dirlo abbastanza, ma la caccia e il bracconaggio a Brescia vanno chiaramente a braccetto. Questo connubio è evidente soprattutto per quanto riguarda le reti, continuamente poste in vicinanza dei capanni.
Addirittura, in due casi a Pezzoro due capannisti sono stati visti rimuovere in tutta fretta le reti prima di tornare a nascondersi nei capanni, mentre nei pressi di Lumezzane una rete era nuovamente tesa nel mezzo del capanno da caccia. Per questa ragione le reti a Brescia non accennano a diminuire e il numero di quelle rinvenute varia ogni anno fra le 100 e le 170 (si tenga presente che le reti sono estremamente difficili da vedere e il loro rinvenimento richiede una buona dose di fortuna).

Fra le centinaia di rinvenimenti e operazioni svolte nel 2010, alcune sono di particolare rilevanza:
Roé Volciano: durante un sopralluogo in un negozio di armi, un collaboratore del CABS osserva che i sep vengono venduti sottobanco ai clienti. Viene avvisato il Corpo forestale dello Stato che nei giorni seguenti effettua un sopralluogo. Durante il controllo non solo emergono centinaia di sep pronti per la vendita, ma anche un’ottantina di uccelli da richiamo (crocieri, lucherini, passere mattugie, storni, allodole, fringuelli) senza anello, quindi provenienti da bracconaggio e pronti per essere immessi nell’enorme mercato nero dei richiami.
Roé Volciano: durante un giro nella zona di Villanuova un team del CABS arriva nei pressi di una voliera dove vengono detenuti fringuelli, peppole, nonché tordi e una tordela. Ad un attento esame col binocolo si osserva che molti di questi non presentano anelli alla zampa. Poco distante si scopre anche una rete da uccellagione chiusa in un sacchetto. La proprietà è segnalata alla Forestale che nei giorni successivi effettua il sequestro del materiale. Secondo indiscrezioni si viene a sapere in paese che il verbalizzato è un “allevatore” del FOI, che invece che allevare gli uccelli, li cattura con le reti... la punta di un iceberg...
Serle: durante una passeggiata un volontario della LAC rinviene una rete da uccellagione in un giardino cintato. Dopo un ulteriore esame si scoprono anche dei sep appesi agli alberi. Contattata la forestale di Gavardo, gli agenti intervengono immediatamente, sequestrando nella minuscola proprietà 2 reti, 15 sep e alcuni uccelli protetti detenuti in voliera. In casa appaiono altre reti da uccellagione oltre ad altri sep e una sessantina di pettirossi, capinere e fringuelli surgelati. Non tanto grande è lo stupore quando si scopre che la casa è la dimora del roccolatore ufficiale della Provincia.... bracconiere anche lui.
Bione: nel cimitero del paese i volontari rinvengono e rimuovono un roccolo illegale con 5 reti e 13 richiami vivi (passere scopaiole, lucherini, merli, pettirossi).
È il roccoletto illegale più grande rinvenuto negli ultimi anni dal CABS. Gli uccelli da richiamo vengono in massima parte liberati il giorno dopo alle Torbiere d’Iseo, mentre i più malconci sono inviati al Centro di Recupero di Modena.
Un altro roccoletto con 2 reti, alcune trappoline e una decina di richiami è scoperto dai volontari dietro una casa, in un terreno recintato ad Agnosine. Sorpresi dal proprietario, i due volontari tedeschi contattano la Polizia provinciale e rimangono sul posto con le telecamere accese, per evitare che la prova del reato scompaia. Dopo alcune ore si libera una pattuglia che interviene a rimuovere le reti e liberare gli uccelli. Il proprietario della casa viene denunciato per uccellagione.

Il 2010 è un anno di trionfo per la lotta alle deroghe: dopo 20 anni di prepotenza venatoria finalmente fringuelli e peppole sono stati messi legalmente al riparo dai provvedimenti illegittimi della giunta regionale.
Ciononostante per i piccoli migratori le cose non sono andate molto diversamente. Come ogni anno infatti i volontari non hanno potuto fare a meno di osservare l’abitudinale mattanza di peppole e fringuelli (più pispole e migliarini nella bassa bresciana). I capannisti hanno provato in tutti i modi di cacciare le specie non cacciabili: esponendo comunque i fringuelli di richiamo, tenendoli nascosti ma facendoli cantare in una stanza vicina, utilizzando richiami elettroacustici. Di fatto tutti i capanni visitati avevano al suolo spiumate di peppole e fringuelli, mentre una ventina di esemplari di queste specie sono stati raccolti intorno ai capanni, feriti o morti.

Molti cacciatori hanno addirittura chiamato la Provincia per chiedere quale fosse l’ammenda per abbattere una specie protetta, mentre altri sono stati sentiti gridarsi da capanno a capanno: “Fino a 5 fringuelli paghi solo, da sei è penale”. (In realtà secondo due recenti risoluzioni della Cassazione anche l’abbattimento di un solo fringillide costituisce reato). È facile valutare che a causa dei lassissimi controlli più di un milione fra peppole e fringuelli sono stati comunque abbattuti nelle sole valli bresciane.

Nonostante le pressioni di LAC e CABS non vi è ancora nessuna volontà da parte delle forze di polizia di contrarrestare il fenomeno sempre più diffuso della vendita di passeri tunisini nei punti vendita. Ormai anche nelle catene Simply si trovano i passeri surgelati. Eppure c’è una sentenza della Corte di Lussemburgo che dice che sono protette le specie di uccelli europee, anche se appartenenti a popolazioni ubicate al di fuori del territorio dell’UE. In aggiunta vi sarebbe da dire che questi sono comunque bracconati in Tunisia, visto che l’uso di reti e vischio sono altrettanto illegali lì come da noi.
(da www.abolizionecaccia.it)
 

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